(18) Monitoraggio: si è concluso il progetto Ogs "Bagno sicuro in mare aperto"

Si è concluso qualche settimana fa il progetto “Bagno sicuro in mare aperto”, avviato lo scorso maggio dai biologi marini dell’Ogs, Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, e sostenuto da un finanziamento dell’Assessorato regionale alle attività produttive con delega alla polizia locale e sicurezza, che fa capo all’Assessore Federica Seganti.

Questa mattina, nella sede dell’Assessorato di via Trento 2, a Trieste, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei dati. Sono intervenute Maria Cristina Pedicchio, neo presidente di Ogs; l’Assessore Seganti e Paola Del Negro, biologa marina del Dipartimento di oceanografia biologica e responsabile del progetto.

Bagno sicuro aveva preso avvio all’inizio dell’estate, per venire incontro all’esigenza di monitoraggio dell’Alto Adriatico che il D. Lgs 152/2006 include fra le aree sensibili. I biologi marini di Ogs hanno allestito un piano di campionamenti periodici con l’obiettivo di monitorare la fauna batterica del Golfo (inquinamento microbiologico), in particolare le acque al largo nella parte centrale del Golfo di Trieste (da Punta Salvore a Punta Tagliamento), oltre i tre km dalla costa, in quanto già coperti con regolarità dalle analisi dell’Arpa.

“Volevamo verificare un eventuale inquinamento microbiologico, e definire i rischi per i bagnanti nelle aree raggiungibili dai natanti dove la balneazione è comunque praticata” ha ricordato Paola Del Negro. Da maggio a settembre, con cadenza mensile, le acque superficiali e quelle profonde del Golfo di Trieste sono state campionate alla ricerca di coliformi fecali e di Escherichia coli, in sette delle 15 stazioni posizionate nell’area centrale del Golfo, comunque influenzate dagli apporti dei principali fiumi e scarichi.

I risultati, la cui elaborazione è stata completata in questi giorni, hanno fortunatamente confermato ciò che si sperava e ci si attendeva. Ha detto Del Negro:  “L’inquinamento microbiologico, strettamente collegato alla presenza di apporti antropici, è risultato quasi inesistente definendo una qualità delle acque eccellente.  “Il campionamento è stato eseguito anche sul fondo, per verificare l’eventuale confinamento delle acque di scarico dovuto alla stratificazione termica della colonna d’acqua. I risultati sono stati inseriti nel sito di turismo FVG”.

Si è trattato di un servizio in più offerto ai diportisti, che lungo le coste del Fvg - monitorate solo nella fascia costiera esplicitamente destinata alla balneazione, in base alla normativa europea (200/60/CE) - sono particolarmente numerosi.

Non è stata rilevata la presenza di batteri cosiddetti emergenti, solitamente patogeni rispetto a quelli più comuni e diffusi. Oltre al servizio per i bagnanti, i risultati potranno essere utilizzati, associati a quelli ottenuti da ARPA FVG, per costruire un modello di dispersione e distribuzione delle acque reflue in diverse situazioni ambientali.

Al progetto hanno collaborato 3 ricercatori impegnati nell’analisi e nel campionamento che è avvenuto sempre in concomitanza con la raccolta di ulteriori informazioni oceanografiche.

Trieste, 29 settembre 2011