(23) Boati di Fadalto: Ogs conclude lo studio
Due ipotesi sulla loro origine e la situazione in Val Lapisina
Trieste– E’ iniziato oggi a Trieste il 30mo Convegno del Gngts, il Gruppo nazionale di geofisica della terra solida, appuntamento annuale che riunisce i migliori studiosi italiani di scienze della Terra. Organizzato dall’Ogs, l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale con sedi a Trieste e Udine, l’evento si tiene presso il centro congressi Stazione Marittima, e prosegue fino a giovedì 17 novembre, per concludersi con una conferenza aperta al pubblico sul tema dell’Archeogeofisica.
Tra le prime relazioni presentate oggi, c’è quella inerente lo studio che Ogs ha effettuato sui boati del Veneto orientale, eventi acustici accompagnati da microtremori della Terra che hanno allarmato la popolazione di Vittorio Veneto e dintorni da gennaio 2011.
I boati del Fadalto, come sono ormai noti in tutta Italia, si sono manifestati per la prima volta nel gennaio di quest’anno, inducendo la Protezione Civile a richiedere l’intervento dei sismologi di Ogs.
Circa 15 tra ricercatori e tecnici del Centro di Ricerche Sismologiche (Crs) di Udine hanno garantito il loro impegno costante nei mesi caldi degli allarmi, installando una rete di sei stazioni portatili per il monitoraggio continuo dell’area del Fadalto. Le misurazioni sono state effettuate con strumenti posti in superficie, dislocati in campo aperto oppure presso abitazioni, che hanno permesso di registrare non solo le onde sismiche ma anche quelle acustiche, e di abbinare le due nei casi in cui vi fosse corrispondenza.
“Inizialmente c’erano molte incognite da chiarire” ha detto Pierluigi Bragato, tecnologo di Ogs che ha effettuato le installazioni e seguito lo sviluppo degli eventi. “Bisognava capire se all’evento acustico corrispondesse una microscossa di terremoto. Poi era indispensabile localizzare la sorgente delle emissioni acustiche, ed eventualmente sismiche. Infine si trattava di capire che cosa stava accadendo dal punto di vista geologico, ovvero trovare una spiegazione scientifica al fenomeno”.
Dopo oltre 7 mesi di registrazioni e una casistica di oltre 500 eventi – molti dei quali segnalati dalla popolazione e verificati dagli strumenti - il fenomeno dei boati è stato inquadrato con buona approssimazione. “Dall’esame delle onde rilevate dai sismografi – ha aggiunto Bragato - possiamo dire che si è trattato di una serie di microsismi, molto frequenti inizialmente e via via sempre più radi, che sono andati a esaurirsi nel mese di agosto. È inoltre molto chiaro il legame con il livello delle precipitazioni, con eventi sismici in aumento circa due mesi dopo le piogge più intense”.
La localizzazione a una profondità media di 700 mt sotto il livello del mare dei microsismi registrati dal team permette di svincolarli dalla sismicità più tradizionale che invece caratterizza la zona (i terremoti violenti si originano sotto i 5 km di profondità), e consente di escludere che si sia trattato di avvisaglie di fenomeni più superficiali, quali l’apertura di voragini.
Si è inoltre verificato che gli eventi non si generano in un unico punto, ma da sorgenti distinte distribuite al disotto dell’area che va dal Lago Morto a Sella Fadalto. “Quanto all’origine dei microsismi – ha spiegato Paolo Comelli, direttore del Crs – abbiamo ipotizzato due possibili cause: potrebbe essersi trattato di microfratture delle rocce, o dei cosiddetti colpi d’ariete, sbalzi di pressione nel sottosuolo che provocano un forte rumore e una forte vibrazione”.
Di positivo c’è stata la messa a punto di un sistema rapido di allerta, realizzato dai ricercatori di Ogs, che inviava ai sismologi di Ogs e alla Protezione Civile del Veneto sms di segnalazione, al verificarsi dei boati, consentendo di seguire ogni evento, monitorando l’energia liberata e il numero di microsismi.
“Non c’è mai stata una vera situazione di emergenza” dice Comelli. “Ma prima di dare messaggi precisi alla popolazione, era necessario inquadrare ogni aspetto del fenomeno con la maggior precisione possibile”.
Commenta Maria Cristina Pedicchio, presidente di Ogs: “Il nostro istituto si è sempre distinto per la professionalità con cui ha affrontato le situazioni critiche o d’emergenza, senza farsi prendere da protagonismi o facili rassicurazioni. L’esempio di Fadalto conferma la serietà del nostro lavoro”.
Parole chiave
Settori di ricerca
Materiali per la stampa
Ufficio stampa
Cristina Serra
cserra
ogs [dot] trieste [dot] it
mobile +39 335 6614236
