(28) Dove pianto la mia vigna? Studio tosco-piemontese sulle vigne Ricasoli
Convegno Ogs: geofisica e pedologia studiano i terreni per migliorare il
TRIESTE– Ciò che rende sublime o anonimo un vino dipende, sì, da botti e invecchiamento, dai lieviti o dall’annata clemente, ma, di fatto, inizia dal terreno.
A incidere sulla qualità delle uve non sono solo le caratteristiche chimiche di un terroir – l’esposizione, la sua acidità, i sali minerali – ma anche il modo con cui trattiene o fa percolare l’acqua, che è legato alla granulometria e alla sua costituzione. E’ dunque importante conoscere in anticipo le proprietà di un appezzamento, per decidere se collocarvi un vigneto o per capire come migliorare le caratteristiche del suolo se già vi cresce una vigna.
L’uso combinato di tecniche geofisiche e della pedologia (la pedologia la scienza che studia come i suoli nascono e si sviluppano nel tempo) sta mostrando tutte le sue potenzialità anche tra i viticoltori. Se n’è parlato al 30mo convegno Gngts del Gruppo nazionale di geofisica della terra che oggi concluderà i lavori. Il convegno è stato organizzato da Ogs, l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, con sedi a Trieste e Udine.
La ricerca presentata al Gngts è stata eseguita sulle vigne del “Barone Ricasoli” (zona del Chianti Classico, in Toscana), dove è stata valutata la qualità del suolo in relazione al prodotto finale. “Abbiamo applicato metodi elettromagnetici per realizzare mappe dell’eterogeneità di conducibilità elettrica del sottosuolo” ha spiegato Edoardo Martini, autore dello studio, attualmente all’Helmoltz Centre for Environmental Research di Leipzig (Germania). In altri termini, gli studiosi hanno collocato sul terreno uno speciale strumento che misura la risposta del terreno al passaggio di un’onda elettromagnetica.
“Si tratta di un metodo non invasivo e di rapida esecuzione” ha aggiunto Cesare Comina, ricercatore all’Università di Torino e tra i supervisori dello studio, realizzato in collaborazione con Edoardo Costantini del CRA, Centro di Ricerche per l’Agrobiologia e la Pedologia di Firenze. “Siccome la conducibilità elettrica si correla alle caratteristiche del suolo (più o meno soffice, ghiaioso o argilloso), e tali caratteristiche determinano anche quanta acqua viene trattenuta dal terreno, con questa tecnica riusciamo a dare utili indicazioni ai produttori sulle misure da adottare per mantenere il giusto grado di irrigazione del terreno e indicazioni sull’uso dei fertilizzanti”.
Le indagini sono iniziate prima della vendemmia, nel 2010, su quattro vigneti test delle vigne Ricasoli, in modo da mettere in relazione i dati con il vino successivamente ottenuto. E il responso? “I vini di questa azienda si commentano da sé, sono già ottimi prodotti” ha detto Comina. “Tuttavia, sono state osservate delle differenze nelle proprietà, correlabili alle nostre evidenze sperimentali. Questa tecnica potrà rappresentare uno strumento utile anche per i piccoli-medi viticoltori, sia perché non troppo costosa sia perché di rapida esecuzione”.
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