(5) Garda: monitoraggio del lago a tutela della sua salute

 

Desenzano: i ricercatori di OGS illustrano tecniche e test preliminari di sorveglianza dei bacini lacustri italiani

 

Desenzano (Brescia)– Si è tenuta ieri mattina, a Desenzano sul Garda (Brescia), presso il Palazzo Comunale di v. Carducci 11, la conferenza di presentazione del

PROGETTO DI RICERCA “GARDA” 

MONITORAGGIO AMBIENTALE INTEGRATO DEL LAGO DI GARDA

ideato e promosso dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – Ogs, che attualmente conta due sedi, a Trieste e Udine. Ha aperto i lavori Felice Anelli, Sindaco di Desenzano, che ha sottolineato l’importanza di studi ambientali di ampio respiro soprattutto per una regione come quella del Garda così delicata dal punto di vista ecologico e di grande rilievo sia per l’economia in senso ampio, che per il turismo. Gianfranco Bertazzi, Presidente dell’Istituto di Geofisica e Bioclimatologia Sperimentale del Garda con sede a Desenzano ha ricordato come la collaborazione fra il suo Istituto e l’Ogs sia iniziata be 24 anni fa. “Già allora – ha detto Bertazzi – l’Ogs ci aveva proposto un progetto di studio e monitoraggio del Lago di Garda. Per diversi motivi, in tutti questi anni non si è fatto nulla. Ci auguriamo che questa situazione di immobilismo possa finire, e che la presentazione odierna del progetto Garda possa dare impulso a ricerche essenziali per la vita e la salute del nostro Lago”.

Quindi ha preso la parola Iginio Marson, presidente di Ogs, che ha iniziato a descrivere le competenze dell’ente e le strumentazioni impiegate dai ricercatori di Ogs. “Se proponiamo un progetto integrato è perché ne abbiamo le capacità e le competenze. Ogs ha una solida esperienza nello studio degli oceani e competenze di elevato livello nella geofisica sperimentale e nella biologia marina, che possono trasformarsi in uno strumento operativo per la tutela del territorio”.

Quali i dati raccolti finora? I ricercatori di Ogs hanno effettuato una serie di test preliminari per verificare l’applicabilità delle tecniche oceanografiche anche a un sistema lacustre d’acqua dolce. Con piccoli radar costieri hanno completato una prima serie di esperimenti di scattering (riflessione delle onde elettromagnetiche) per ricostruire le correnti superficiali e ottenere una prima mappa correntometrica.

“Abbiamo anche costruito una griglia sulla superficie del lago, e individuato i punti più idonei in cui sarà opportuno installare un network di boe per le misure dei principali parametri fisici e chimici, ma non solo”.

La domanda cruciale è quanto costa un simile progetto? “Non è economico – ha detto Marson – stimiamo che un investimento iniziale potrebbe aggirarsi attorno ai due milioni di Euro, mentre per il mantenimento annuale potrebbero bastare 300-400 mila Euro. Il Ministero dell’Istruzione e Ricerca, fortunatamente, ha stanziato per progetti strategici ben 122 milioni di Euro, ai quali speriamo di poter attingere. Ma bisognerà sicuramente agire anche in seno all’Unione Europea, e lavorare con le comunità locali per far nascere una nuova sensibilità condivisa sulla necessità di percorrere la strada dell’integrazione, che sappia trasformare capacità e competenze d’eccellenza in uno strumento operativo per tutta la collettività e per l’ambiente in cui viviamo”.