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Area mediterranea

Il Mediterraneo è caratterizzato da una marcata variabilità spaziale e temporale di tutti i parametri oceanografici e biogeochimici, è un serbatoio di diversità ed è ricco di risorse. Racchiude inoltre un’estrema variabilità di processi geologici attivi, oltre che contenere un registro paleoclimatico nei sedimenti marini. L’area Mediterranea è contraddistinta da una notevole quantità di pressioni di origine naturale ed antropica, che insistono su una zona relativamente limitata che pertanto è riconosciuta come una della aree maggiormente vulnerabili del pianeta rispetto alla pericolosità geologica ed ambientale. Il bacino Mediterraneo è presente anche nell’elenco degli hot spot per il rischio di cambiamenti climatici.

Spesso considerato un oceano in piccola scala, il Mediterraneo rappresenta un laboratorio naturale per lo studio di processi anche di valenza globale. Le pressioni di origine naturale (es. regimi atmosferici e caratteristiche fisiografiche del bacino) modulano la circolazione generale e influenzano la dinamica biogeochimica, mentre quelle di origine antropica esercitano i loro effetti prevalentemente a livello locale, con conseguenze dirette sul funzionamento degli ecosistemi costieri e profondi evidenziabili in termini di perdita di beni e servizi ecosistemici.

Come chiaramente definito nel Programma Nazionale della Ricerca 2011-2013, lo studio della dinamica terrestre, delle dinamiche fisiche e biogeochimiche di questo sistema, la comprensione del suo funzionamento, l’identificazione dei rischi legati a deterioramenti dell’ambiente, o al dispiegarsi di scenari futuri climatici e gestionali, sono obiettivi strategici per la comunità. Inoltre, la posizione geografica dell’Italia può favorire ed accelerare l’attivazione di scambi di carattere scientifico con i Paesi che si affacciano sulla sponda Sud del Mediterraneo.

Contesto internazionale

OGS ha sviluppato collaborazioni scientifiche internazionali che continuativamente mantiene da decenni sia a livello di studi di bacino, sia su scala regionale e sub-regionale, quale la macroregione adriatico-ionica o la regione centro-nord adriatica, di fatto precorrendo le indicazioni poi formalizzate nelle direttive nazionali e comunitarie. OGS partecipa ad importanti iniziative di ricerca coordinata a livello internazionale, finalizzata alla comprensione dei meccanismi che governano il funzionamento del sistema Mediterraneo ed alla sua gestione: il servizio di previsione a breve termine dello stato del mare Ocean Monitoring and Forecasting (MYOCEAN), European Marine Observation and Data Network (EMODNET), la Rete Italiana per le Ricerche Ecologiche di Lungo Termine (LTER Italia), inclusa nella rete europea LTER-Europe e la Rete Internazionale LTER (I-LTER) che riunisce oggi 40 Paesi dei cinque continenti. OGS collabora con le reti di monitoraggio dell’Adriatico meridionale e delle acque costiere (I3-FixO3 e I3-JERICO), e gestisce parte delle attività delle infrastrutture ESFRI EuroARGO e ARGO-Italy per il monitoraggio marino a lungo termine.

Risultati attesi

Le ricerche di OGS in ambito Mediterraneo sono focalizzate ai progetti europei, con priorità alla risposta degli ecosistemi ai cambiamenti climatici ed antropici ed all'oceanografa operativa. Nell'ambito del Progetto Bandiera RITMARE la priorità riguarda la pianificazione dello spazio marittimo nella fascia costiera e nel mare profondo, prediligendo l’approccio sperimentale e della modellistica numerica, e le tecnologie per la pesca sostenibile. Le misure sperimentali in area costiera hanno l’obiettivo di integrare la conoscenza delle dinamiche oceanografiche degli ecosistemi costieri con un’enfasi particolare alla funzionalità e alla biodiversità, anche nell’ottica della gestione integrata della fascia costiera (Integrated Coastal Zone Management –ICZM). In ambiente profondo le ricerche sono indirizzate alla comprensione della circolazione del sistema accoppiato Adriatico-Ionio ed allo studio dei meccanismi responsabili della formazione delle acque dense del Mediterraneo orientale. Lo sviluppo di modelli numerici integrati è finalizzato alla valutazione dell’impatto climatico sulla dinamica biogeochimica, allo studio del ciclo del carbonio, e alla gestione sostenibile di pesca e acquacoltura. Lo sviluppo di metodologie di oceanografia operativa è rivolto alla stima ottimale e la previsione a breve termine dello stato delle componenti fisiche e biogeochimiche del bacino Mediterraneo.

Attenzione particolare verrà rivolta allo studio della pericolosità geologica dei mari italiani in funzione della mitigazione del rischio e della gestione delle emergenze. L’approccio sarà l’identificazione di strutture geologiche superficiali e profonde e dei processi attivi che le caratterizzano.