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Assetto geologico del Golfo di Trieste

L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) ha condotto ricerche a partire dal 2005 sull’assetto geologico del Golfo di Trieste, precedentemente inesplorato.

Questi studi sono stati condotti grazie all’utilizzo della nave oceanografica OGS Explora, dotata di strumentazioni per l’indagine del sottosuolo marino fino a circa 2 chilometri di profondità. Le indagini OGS hanno riconosciuto inequivocabilmente la presenza di un sistema di faglie nel Golfo di Trieste e lungo la costa, che ha comportato significativi spostamenti del sottosuolo nel passato geologico. Le faglie sono piani di rottura presenti frequentemente nel sottosuolo lungo le quali possono avvenire dei movimenti significativi che provocano i terremoti.

Come spiega Martina Busetti, ricercatrice dell’OGS e autrice di un recente studio sul sistema di faglie, “fino al 2005 mancavano informazioni geologiche dettagliate dell’area del Golfo di Trieste e della zona costiera orientale. A partire da tale data abbiamo svolto tre diverse campagne di geofisica marina, l’ultima delle quali in collaborazione con l’Università di Lubiana, per individuare le strutture geologiche profonde, comprese le faglie, che si trovano nella zona. Attualmente gli studi, svolti anche in collaborazione con l’Università degli studi di Trieste, sono ancora in corso per ottenere maggiori informazioni e ricavare una migliore comprensione del sistema delle faglie e della loro possibile attività attuale”.

I primi risultati ottenuti sono stati utilizzati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) nell’ambito del progetto europeo SHARE (Seismic Hazard Harmonization in Europe) per la produzione di una mappa di pericolosità sismica a scala europea: l’INGV ha stimato una magnitudo massima di 6.5 assumendo che la faglia lungo la costa sia tuttora in grado di produrre terremoti. Quest’analisi però non valuta la probabilità che la faglia sia effettivamente ancora attiva. Questo tassello mancante ha indotto OGS a intraprendere uno studio per approfondire il ruolo di questa e di altre strutture nel Golfo, nell'ambito del quale la settimana prossima inizieranno le operazioni di installazione di una stazione sismica in collaborazione con l'Università di Zagabria a Punta Salvore. Contestualmente è in atto anche una revisione della mappa di pericolosità sismica in Italia a cui l’OGS contribuirà con i propri dati.

Attualmente le indagini in corso sono volte a determinare lo stato di attività di questo sistema di faglie in tempi recenti. La presenza di una faglia infatti non porta necessariamente a fenomeni sismici, ma solo se la faglia fosse tuttora attiva (sismogenica) potrebbe dare origine a un terremoto.