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Conoscere i terremoti

Fino a maggio OGS apre alle scuole i laboratori di Udine, per ricordare il tragico sisma del 1976 e diffondere le buone pratiche di sicurezza

Studiare, conoscere, capire i terremoti e contribuire a mitigare il rischio sismico. Questa è la missione del Centro di Ricerche Sismologiche (CRS), sezione dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, che, in occasione del quarantesimo anniversario del terremoto del 1976, aprirà ogni settimana i suoi laboratori alle scuole interessate” così Maria Cristina Pedicchio, presidente dell’OGS, presenta l’iniziativa finalizzata ad accrescere la consapevolezza degli studenti di vivere in una regione sismica e diffondere le buone pratiche di sicurezza.

Oltre 400 studenti di tutte le età, fino a maggio, visiteranno la sede di Udine dell’OGS, dove sismologi e tecnici del CRS spiegheranno i processi che generano i terremoti, i sistemi con cui vengono misurati, le conoscenze acquisite grazie ai dati raccolti in quarant'anni di studio e alcune pratiche essenziali che possono contribuire a ridurre il rischio sismico e minimizzare le eventuali conseguenze di un terremoto.

“Quella offerta dai ricercatori dell’OGS sarà un’occasione per entrare in contatto con una delle istituzioni scientifiche di eccellenza della regione, attiva su un tema particolarmente sentito dalla popolazione del Friuli Venezia Giulia, e conoscere meglio il proprio territorio” precisa Pedicchio.

“In linea con diversi progetti formativi promossi da OGS, abbiamo deciso di aprire la nostra sede ai più giovani perché crediamo che l’educazione e il dialogo con le nuove generazioni siano il primo passo da compiere per la mitigazione del rischio sismico” conclude Laura Peruzza, ricercatrice del Centro di Ricerche Sismologiche di OGS.

 

Alcuni dei temi che verranno trattati

Perché si verificano i terremoti?

“Parleremo dei processi fisici che causano i terremoti e cosa significano i termini sforzi, deformazioni, placche, faglie, ipocentri, onde sismiche” spiega Marco Mucciarelli, direttore del CRS. Gli incontri saranno inoltre l'occasione per spiegare perché il Friuli Venezia Giulia è un’area molto sismica e capire cosa possiamo fare per difenderci dai terremoti.

Come si misurano i terremoti?

Da oltre 30 anni il Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS gestisce la Rete Sismometrica del Friuli Venezia Giulia per conto della Protezione Civile regionale: un sistema in grado di rilevare costantemente i terremoti, anche estremamente piccoli, per darne eventualmente l’allarme. Negli anni la rete sismometrica, composta da strumenti ad alta tecnologia, si è estesa al Veneto e alla Provincia di Trento: oggi è collegata alle reti nazionali italiana, austriaca, slovena e svizzera. “Dal 2002 la rete sismometrica è affiancata da una rete geodetica di stazioni GPS, e permette di osservare le deformazioni lente della crosta terrestre, evidenziando il meccanismo che origina i fenomeni sismici e ha portato in milioni di anni alla formazione stessa delle Alpi” aggiunge Mucciarelli.

A cosa servono i dati raccolti dal Centro Ricerche Sismologiche di OGS?

“Conoscere le strutture che generano i terremoti, il modo in cui si propagano le onde sismiche e come le sequenze sismiche si evolvono nel tempo serve a costruire una società che possa convivere con questi fenomeni naturali” precisa il sismologo. Agli studenti verrà fornito un quadro semplice dei risultati ottenuti e degli studi che consentono anche di mitigare il rischio sismico, per farci trovare più preparati in caso di evento sismico.

Le scuole coinvolte

I primi a confrontarsi con i ricercatori dell’OGS saranno gli allievi del liceo Oberdan di Trieste. A seguire, gli studenti della scuola primaria di Artegna, dell'istituto superiore Linussio di Codroipo, della scuola media Divisione Julia di Trieste, dell’istituto comprensivo di Tricesimo, del liceo Galilei di Trieste, della scuola media Valussi di Udine, dell’istituto comprensivo Destra Torre di Aiello e di Perteole, i cui insegnanti hanno prontamente aderito all’iniziativa.