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Meno nitrati nelle falde acquifere grazie al progetto Warbo coordinato da OGS

Acqua e sviluppo sostenibile al centro della tavola rotonda che si è svolta al Parco delle Fonti di Torrate di Chions

L’assessore Sara Vito: “necessario pensare all’acqua come risorsa ai fini della salute, per la produzione di energia, per l’agricoltura e l’industria”

Trieste, 21 marzo 2015 - I cambiamenti climatici e l’incremento dei consumi delle risorse idriche per uso umano, agricolo e industriale stanno producendo diffusi fenomeni di impoverimento e inquinamento delle falde acquifere. Di adeguate e tempestive misure di gestione sostenibile dell’acqua si è discusso venerdì  al Parco delle Fonti di Torrate di Chions (Pordenone) in occasione della tavola rotonda “Acqua e sviluppo sostenibile” organizzata dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS) di Trieste in occasione della Giornata mondiale dell’acqua che si celebra in tutto il mondo il 22 marzo.

"Di fronte al cambiamento climatico e all'inquinamento delle riserve idriche la vera sfida è garantire acqua pulita, in quantità adeguata, alle generazioni presenti e future. Anche per il Friuli Venezia Giulia esiste il problema, anche se si stanno sperimentando le soluzioni più avanzate" ha commentato Giorgio Mattassi, direttore del Dipartimento provinciale di Udine dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente del FVG.

Nell’alta pianura friulana, in provincia di Udine, infatti, le falde acquifere si sono progressivamente impoverite negli ultimi 50 anni, nonostante l’andamento delle precipitazioni sia rimasto costante. È però cambiata la distribuzione stagionale delle piogge: si alternano infatti lunghi periodi di siccità a brevi periodi di intense precipitazioni. Il suolo non riesce così a drenare l’enorme quantità d’acqua che cade in poche ore, che si trasforma in deflusso superficiale: in altre parole l’acqua rimane in superficie, non penetra in profondità e non alimenta le falde. 

“Ma la sperimentazione di un metodo di ricarica artificiale della falda acquifera in un sito test nel comune di Mereto di Tomba ha dimostrato come sia possibile migliorare lo stato qualitativo del corpo idrico sotterraneo” ha spiegato Giovanni Paiero, del Dipartimento di chimica, fisica e ambiente dell’Università di Udine.

“Nell’ambito del progetto europeo Warbo (Water Re-Born), finalizzato a contrastare il degrado qualitativo e quantitativo delle risorse idriche, abbiamo testato infatti la possibilità di alimentare gli acquiferi naturali impoveriti attraverso ricariche artificiali, alimentando cioè le falde con l’acqua piovana che non riesce a filtrare nel sottosuolo, depurata” ha spiegato Daniel Nieto Yabar, geofisico dell’OGS e coordinatore del progetto che coinvolge le Università di Ferrara, Udine e Padova, ARPA FVG, il Comune di Copparo (FE), l'impresa di perforazioni Botti Elio s.a.s. di Botti Fabio & C., TARH – Terra, Ambiente e Recursos Hídricos Lda e EUREKOS srl.

E così, “l’immissione nel sottosuolo di acqua superficiale a bassa concentrazione di nitrati ha ridotto sensibilmente il tenore di tali sostanze inquinanti, riportandole ben al di sotto del limite di legge” ha aggiunto Paiero.

“Un risultato importante nella lotta all’inquinamento idrico, anche in vista delle normative che entreranno fra poco in vigore in ottemperanza della Direttiva Quadro 2000/60 dell'Unione Europea che prevede l’assenza di nitrati dalle falde acquifere per non incorrere in pesanti sanzioni” ha spiegato Nieto.

“Tra Livenza e Tagliamento – ha illustrato poi Pietro Zangheri, dell’Università di Padova – c’è una ricchezza d’acqua che ha pochi confronti al mondo. Possiamo migliorarne la gestione. Purtroppo, però, anche l'uso sostenibile dell'acqua è soffocato da procedure burocratiche obsolete ed asfissianti. È importante invece valorizzare le conoscenze, i progetti innovativi e l'esperienza dei tecnici”.

L’assessore regionale all’ambiente Sara Vito, intervenuta all’iniziativa, ha evidenziato che “garantire a tutta la popolazione acqua di buona qualità è un problema di sviluppo sostenibile. È necessario pensare all’acqua non solo in termini di sfruttamento, ma soprattutto come risorsa: risorsa ai fini della salute, risorsa per la produzione di energia, per l’agricoltura e l’industria”. E ha ricordato ciò che l’amministrazione regionale ha fatto sul tema dell’acqua, in particolare il “Piano di tutela”, che recepisce la Direttiva quadro 2000/60 dell’Unione Europea, e ha anticipato che a metà aprile verrà discusso in Consiglio regionale il disegno di legge sulla difesa del suolo e sull’utilizzo delle acque, che prevede sia azioni di prevenzione del rischio idrogeologico, sia la semplificazione delle procedure amministrative di competenza regionale. 

“Siamo molto soddisfatti - ha commentato infine Norberto Tonini, direttore generale dell’OGS, ringraziando i partner del progetto Warbo e la Regione FVG per aver contribuito alla riuscita dell’incontro -. Per il quinto anno consecutivo abbiamo deciso di promuovere la Giornata mondiale dell’acqua, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite, organizzando varie attività che coinvolgano grandi e piccoli. Un’occasione per sensibilizzare il grande pubblico sul ruolo della ricerca scientifica per la salvaguardia di questa preziosa risorsa”. 

Le iniziative promosse dall’OGS in occasione della Giornata mondiale dell’acqua continuano oggi, sabato 21 marzo, nella Scuola primaria del Comune di Chions con laboratori didattici curati dall’Immaginario Scientifico di Trieste. Un’occasione per far intraprendere ai più piccoli i “Primi passi nella Fisica” (laboratorio per le classi prime e seconde), ed esplorare “Le forme dell’Acqua” (laboratorio per le classi III, IV e V).