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Rete Sismometrica del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto

Sin dal 1977 OGS dispone di una rete per il monitoraggio sismico dell'Italia nord-orientale. La rete, inizialmente costituita da 7 stazioni dislocate nell'area epicentrale del terremoto del Friuli del 1976, si è poi estesa al resto del Friuli Venezia Giulia ed al Veneto. Attualmente comprende 35 stazioni, di cui 19 di proprietà OGS, 3 in comproprietà con altre istituzioni sismologiche, mentre 13 sono state realizzate e vengono gestite da OGS per conto della Regione Friuli Venezia Giulia e della Regione Veneto. Per queste ultime, in base alle convenzioni in atto, è prevista la cessione in comodato d'uso trentennale all'OGS.

Le stazioni sono dotate di strumentazione eterogenea. Il nucleo più moderno ed avanzato è costituito da 14 stazioni a banda larga ed elevata dinamica, dotate di acquisitore ad alta risoluzione Quanterra Q330 e doppio sensore: sismometro con 120 o 40 secondi di periodo proprio ed accelerometro con fondo scala di almeno 1g. Tutte le stazioni sono collegate in tempo reale al centro di acquisizione posto presso la sede della Sezione CRS di Udine. I collegamenti sono realizzati per mezzo di dispositivi radio (HIPERLAN e UHF), satellite e modem GPRS.

Le caratteristiche dei sensori e le modalità di acquisizione dei dati rendono la rete sismometrica uno strumento potente e flessibile, utilizzabile per un'ampia gamma di applicazioni sia in ambito di ricerca che per scopi di protezione civile: dalla determinazione rapida ed automatica dei parametri ipocentrali e della magnitudo dei terremoti, con relative stime di scuotimento, agli studi sismo-tettonici a carattere regionale fino agli studi di sismologia globale.

La rete è integrata sia nel sistema di sorveglianza sismica nazionale, per mezzo di un sistema di scambio dati in tempo reale con l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che nel sistema di monitoraggio delle Alpi sud-orientali, tramite scambio dati con le reti sismometriche austriaca, slovena, svizzera, della Provincia Autonoma di Trento e della Provincia Autonoma di Bolzano.

Attualmente la rete sismometrica supporta i servizi e le ricerche sismologiche previste dalle convenzioni in atto con la Regione Friuli Venezia Giulia, la Regione Veneto e la Provincia Autonoma di Trento. Il suo sviluppo tecnologico e l'uso dei suoi dati sono stati al centro di progetti già finanziati a livello europeo (INTERREG IIIA), e attuali come SEISMOSAT (INTERREG IV).