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Gas idrati, geofluids e geohazards

Le attività di questa tematica rientrano nelle priorità dell’iniziativa Europea The Deep Sea & Sub-Seafloor Frontier (http://www.deep-sea-frontier.eu) e dell’European Consortium for Ocean Research Drilling (ECORD; http://www.ecord.org) che pongono le basi per la ricerca europea nell’ambiente di mare profondo del prossimo decennio. La ricerca si sviluppa intorno allo studio degli idrati di metano, possibile fonte energetica ma con importanti ricadute sul clima e sulla sicurezza, sul trasporto ed accumulo di fluidi e sui rischi in ambiente sottomarino.
Risultati: la ricerca OGS in questo settore è stata pionieristica fin dagli anni novanta ed ha implicato la partecipazione in progetti nazionali ed internazionali, in alcuni casi con il ruolo di leadership. In particolare, nel 2011 lo studio del sistema di gas idrati in aree ad alta sensibilità climatica, (Penisola Antartica e regione Artica) ha consentito di stabilire la relazione tra frane sottomarine e gas idrati e la presenza di vie di fuga di gas dal reservoir verso il fondo del mare. E’ stata inoltre avviata la ricerca sui campi di idrati del delta del Nilo, di recentissima scoperta. Sono stati condotti studi sui sistemi di risalita di metano e dei vulcani di fango nel basso Adriatico, nell’Arco Calabro, nel Delta del Nilo e sul margine Antartico. Sono stati condotti studi sulla pericolosità dei fondali dei mari italiani, e sulla mitigazione del rischio e gestione delle emergenze in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e numerosi Enti ed Università italiane (progetto MAGIC).
Obiettivi e progetti: nel prossimo triennio l’attività di ricerca si svilupperà intorno allo studio delle variazioni climatiche sul permafrost e sui gas-idrati contenuti nelle regioni artiche (Progetto Europeo COST-PERGAMON); sullo studio dell'impatto sociale ed economico ai rischi (Progetto europeo PHRAGO); sullo studio dei gas idrati al largo delle isole Shetland (Progetti PNRA IGEOS; CLISM) e nel delta del Nilo (Progetto OGS Hydranil) e sulla definizione di elementi di pericolosità dei fondali dei mari italiani (Progetto della protezione Civile MAGIC-2), mentre continuerà la cooperazione con la Cina e la Corea nell’ambito di progetti e convenzioni bilaterali.