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Confinamento geologico della CO2

I temi legati allo stoccaggio geologico della CO2 rappresentano una delle principali linee di ricerca svolte da OGS, dal 2003, avvalendosi delle forti competenze nell’esplorazione geofisica e delle consolidate relazioni con preminenti istituti europei nel settore delle geo-energie. OGS è quindi tra gli enti che hanno più contribuito allo sviluppo delle tecniche di monitoraggio dei siti di stoccaggio, in terra ed in mare, ed è uno degli enti di riferimento in Italia e in Europa nell’ambito delle iniziative mirate all’implementazione della Direttiva Europea sul CCS (Carbon Capture and Storage) per gli Stati Membri. Gestisce infatti il Segretariato Generale di CO2GeoNet, il network di eccellenza europeo sullo stoccaggio geologico della CO2 ed il coordinamento del Joint Program “CO2 Geological Storage” di EERA (European Energy Research Alliance). OGS è inoltre membro del gruppo tecnico dello ZEP (Zero Emissions Technology Platform) e rappresentante italiano nel CSLF (Carbon Sequestration Leadership Forum).
Risultati: l’attività svolta e la partecipazione a numerosi progetti europei e nazionali ha permesso di consolidare le competenze acquisite dall’Ente nel confinamento geologico dell’anidride carbonica. Il metodo integrato per lo studio del monitoraggio in siti di stoccaggio geologico, messo a punto dall’OGS nell’ambito del progetto europeo CASTOR (2004-2008) è stato applicato con successo in collaborazione con l’ENEL nell’area di Porto Tolle, e verrà applicato, insieme alla caratterizzazione geologica, nei progetti iniziati nel 2011 CO2Care e SiteChar nei siti di Ketzin (D), Sleipner (N) e Halten Terrace (GB).
Obiettivi e progetti: tra i molti, citiamo i progetti Europei RISCS ed ECO2 sull’adattamento degli organismi planctonici alle continue fuoriuscite di gas, ed ECCSEL per lo studio di analoghi naturali marini; il progetto CO2Care, che vuole definire il protocollo per l’abbandono di siti di stoccaggio e SiteChar, volto invece alla caratterizzazione preliminare degli stessi; ed infine ENERGYCITY, che vuole valutare le emissioni di CO2 nelle aree urbane e analizzare l’efficienza energetica degli edifici. In campo nazionale continueranno i servizi ad imprese quali ENEL, ENI e Carbosulcis SpA per valutare possibili siti di stoccaggio e identificare protocolli di monitoraggio a terra e a mare nel territorio nazionale.